The newer book is out

Posted: February 11, 2012 in Uncategorized
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Comments
  1. Caro Dr. Magrassi

    sono molto curioso di leggere il suo libro. Ho iniziato solo ultimamente a documentarmi sul tema della “complessità” e sulle sue implicazioni nello spazio reale a nelle scelte di ogni giorno. Sono direttore di un reparto di R&D di una media realtà italiana. Nonostante non costruiamo razzi o satelliti, questo ruolo comporta scelte che spesso sfidano la complessità in forme e modi diversi. Le battaglie che intraprendo richiedono energie e sacrifici. A volte la meta è raggiunta, a volte lo scoglio è troppo alto. Sempre più spesso mi rendo conto che la complessità vera non è nel dettaglio tecnico. Il “sistema” in cui navighiamo, fatto di interazioni fisiche e umane, reagisce in modo scomposto ai nostri stimoli. Quando questo accade troppo spesso la nostra capacità di prevedere cosa accadrà o come risolvere un problema scende a zero. Esiste un modo di calcolare quanto è “complesso” un sistema ? Se esiste può essere legata a questa misura, un valore che rappresenti lo sforzo necessario a vincere questa complessità ?

    A volte è presente ed incombe la sensazione di voler combattere una battaglia che richiederà più energie dei benefici che otterremmo vincendo lo scontro. A volte la soluzione migliore può essere quella di lasciare perdere ? Ah, se esistesse un test o una prova in grado almeno di mettermi sull’avviso ! Vorrei chiedere proprio questo alla scienza della complessità.

    Se ci rendessimo conto che ogni nostra azione porta ad un risultato inatteso o caotico, possiamo dedurne che ci troviamo in un sistema troppo complesso per essere gestibile ? Quando questo accade dovremmo lottare per terminarlo e costruire un sistema più semplice ?

    Che stia succedendo questo al mondo occidentale ? 🙂

    Saluti

    Giacomo Guidi

  2. paolomagrassi says:

    Caro Guidi, grazie del messaggio.
    La complessità è un concetto articolato e a molte facce. Paradossalmente, l’aspetto meno difficile su cui intendersi è quello scientifico. L’uso colloquiale del termine, invece, è molto variegato e, se due interlocutori non si conoscono bene, è certo che parlando di «complessità» si fraintenderanno.
    In un libro del 2009 in italiano (da Franco Angeli) passavo in rassegna la letteratura “pop” sul tema e mostravo come non ci sia alcun bisogno di tirare in ballo astrusi concetti scientifici (con un terrorismo culturale un po’ d’accatto) quando si parla di complessità aziendale ed organizzativa.
    Questo nuovo libro in inglese, invece, non è diretto ai manager e si concentra sull’atteggiamento nascosto mascherato dai discorsi pop sulla complessità: il rifiuto del metodo scientifico e del discorso galileiano.
    Un saluto cordiale.
    Paolo Magrassi

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